Home » Metodologie, News

Tango e conflitto

Sueño el Sur, inmensa luna, cielo al reves,

Il Tango nasce sulle rive del Rio del la Plata tra Buenos Aires e Montevideo ed è già conflitto.

Conflitto tra le due città in lotta per stabilire chi, tra loro, debba vantare l’onore di aver dato origine ad un movimento popolare destinato a far parlare di sé per più di un secolo e chissà per quanto ancora.

Ma chi ha creato il tango?

Il Tango è frutto dell’incontro, scontro e fusione tra molteplici culture: quelle degli immigrati che giungevano nella terra d’argento dai luoghi più svariati per cercare fortuna. Siamo alla fine del 1800 e incontriamo africani, italiani, tedeschi, spagnoli che, lontani da casa, scoprono nei linguaggi della musica e della danza la possibilità di comunicare. Occhi moderni svelano come, quella magica mescolanza, abbia saputo generare un sentimento universale che ancora oggi ci emoziona. Senza mai perdere la propria essenza, il Tango resta capace di trasformasi lasciandosi contaminare da nuove danze e nuove sonorità. Più ostico alla trasformazione è invece il conflitto interiore, conflitto che vive l’essere umano quando è costretto ad abbandonare la propria terra e si trova di fronte il nuovo, un luogo lontano, separato dall’immensità dell’oceano, un cielo con altre stelle.

Di conflitti nel tango ne esistono a centinaia: i testi parlano di conflitto, con l’amata o l’amato perduto, con la propria terra lontana con la legge. Il Tango viene proibito prima perché peccaminoso – si usava ballare nei bordelli -; pericoloso in quanto fenomeno di aggregazione e di scambio culturale durante il regime di Videla.

Ma dove si genera e risolve allora il conflitto nel tango?

Sicuramente nel ballo: un ballo di coppia dove la ricerca, la sfida è quella di trovare un movimento empatico, due corpi che si muovono all’unisono accompagnati e stimolati dalla musica.

Perché utilizziamo nei nostri percorsi formativi ed educativi il tango?

Riconosciamo a questa danza la forza di esternare il conflitto proprio di ogni relazione, con sé e con l’altro. Conflitto in primo luogo interiore, individuale, tra corpo e mente, tra come ci pensiamo, come siamo, come vorremmo essere e come vorremmo sentirci. Tutto questo genera un’insoddisfazione che, nel linguaggio del Tango, può essere tradotta in due modi: il primo può essere definito “ansia di prestazione” capace di produrre nella sfera fisica l’esigenza di voler concludere rapidamente l’evoluzione di un passo, privandoci del piacere di assaporalo e sperimentarlo. Il secondo “l’accusare forviante”: porta a concentrarci unicamente su noi stessi, facendoci dimenticare, paradossalmente, la nostra centralità e il nostro ruolo e portandoci a risolvere tale conflitto attribuendo all’altro la responsabilità “dell’errore”.

Affinché tutto ciò non si verifichi bisogna comprendere che nel Tango si cammina insieme e, se è vero che l’uomo guida e la donna segue, ciò non sottintende il predominio del uno sull’altra: lei deve essere presente a sé stessa, saper cogliere un impulso per poi trasformarlo in movimento; lui deve essere capace di sostenere, di assumersi responsabilità e di saper dare una direzione.

Uomo e donna devono aspettarsi, offrendosi il tempo e lo spazio in un abbraccio accogliente, morbido e vigoroso. In questo modo superiamo la dicotomia iniziale ritrovandoci in un movimento espressivo ed empatico.

Share/Bookmark this!

About

Acting Conflicts! raccoglie metodologie innovative da utilizzare nella gestione non violenta del conflitto e da sviluppare nel lavoro quotidiano con i giovani provenienti da situazioni a rischio di esclusione sociale.
Il sito web è promosso dall’associazione Lunaria, in collaborazione con l’associazione Artemide e realizzato grazie al co-finanziamento del Consiglio d’Europa.

Booklet

Case Study Contaminazioni Metodologie News Video

WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.

Platformate theme by Colorlabs Project