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Teatro dell’Oppresso

Il Teatro dell’Oppresso – TdO – nasce in Brasile negli anni ‘60 ad opera di Augusto Boal, direttore del Teatro Arena di San Paolo. Si basa su numerose tecniche teatrali – teatro immagine, teatro invisibile, teatro forum – che permettono di utilizzare il teatro come mezzo di conoscenza e come linguaggio, come strumento di trasformazione della realtà interiore, relazionale e sociale. Le varie tecniche cercano di rompere le barriere attore-spettatore e rovesciarne i ruoli. Usato come strumento maieutico, questo teatro fa scaturire i problemi sociali e collettivi. I “giochi-esercizi” sono una serie di strumenti che mirano a sciogliere le “meccanizzazioni” del nostro corpo/mente/emozione che sono cristallizzate nella cosiddetta “maschera sociale”. Si basano sull’ipotesi che “tutto il corpo pensa”, cioè su una concezione dell’uomo visto come interazione reciproca di mente, corpo ed emozioni. Il TdO è quindi un metodo che permette di affrontare percorsi educativo-formativi in modo attivo, partendo dalla percezione sensoriale e dall’espressione analogica per arrivare ad un’elaborazione verbale basata sull’esperienza.

Il Teatro Immagine è una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone, che ci dicono come una persona o un gruppo pensa rispetto un determinato argomento; le immagini vengono poi “dinamizzate” con l’intervento del pubblico per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili. Attraverso le sculture corporee e la loro dinamizzazione è possibile sviluppare la capacità di osservazione e di interpretazione. E’ possibile analizzare i codici, i rituali e la maschera sociale alla base del vivere quotidiano degli individui e dei gruppo e ricercare nuove forme di interazione.

Nel teatro invisibile brevi rappresentazioni di un conflitto reale, si adattano al pubblico cui si rivolgono. Il Teatro invisibile può essere strutturato secondo azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si svolgono in luoghi pubblici suscitando l’attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori convogliano la discussione delle persone – attori e spettatori – sui fatti che volevano esplorare. Scopo dell’invisibile e’ far esprimere spontaneamente il pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare le possibili alternative.

Il teatro-forum è una fra le tecniche più importanti del Teatro dell’Oppresso. Il teatro-forum mette in scena situazioni problematiche, conflittuali, basate su pregiudizi che spesso fanno parte dei vissuti degli spettatori. Storie che non finiscono, come spesso succede nella realtà, col lieto fine, ma che rimangono problemi irrisolti. Il pubblico, attraverso l’azione teatrale, può tentare di trasformare queste storie in modo da renderle meno oppressive: può entrare in scena, prendere il posto del protagonista-oppresso e “lottare” teatralmente con gli antagonisti, cercando di cambiare la situazione. La funzionalità delle idee e delle strategie messe in atto potrà essere verificata attraverso gli effetti prodotti sulla scena. L’idea che muove il teatro forum è che sia possibile diventare protagonisti del cambiamento attraverso l’azione teatrale, e che allo stesso modo, sia possibile essere protagonisti dei cambiamenti che si decide di apportare nella propria vita.

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Acting Conflicts! raccoglie metodologie innovative da utilizzare nella gestione non violenta del conflitto e da sviluppare nel lavoro quotidiano con i giovani provenienti da situazioni a rischio di esclusione sociale.
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